Area Gal Montefeltro Sviluppo

Il territorio del GAL Montefeltro Sviluppo comprende un’area pari a 1.498 Kmq, corrispondente a 30 Comuni dell’entroterra della Provincia di Pesaro e Urbino, contando complessivamente 84.035 Abitanti, con una densità di 56,1 Abitanti/Kmq. 

 

cartina leader

 

La scelta regionale riguardo all’individuazione delle aree ammissibili all’approccio Leader nella programmazione 2014/2020 è stata di aprire a tutti i territori che presentano marcati caratteri di ruralità, identificati con le aree D, C3 e C2 (“Classificazione della Regione Marche”), ossia tutte le aree rurali con problemi significativi di sviluppo (aree D) e la parte delle aree rurali intermedie con vincoli naturali e bassa densità abitativa (aree C3 e C2).

In base a questi criteri l’assetto del nostro GAL si presenta come in Figura 1: prevalenza di aree C3, a cui seguono le aree D mentre solo Isola del Piano e Montecalvo in Foglia sono in area C2.

 

Fig. 1 – Le  zone Rurali

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Fonte: elaborazione Regione Marche su dati ISTAT (2015)

 

Fino alla programmazione 2007/2013, l’assetto territoriale dell’area GAL Montefeltro Sviluppo vedeva una “quasi” coincidenza territoriale dei suoi 36 comuni con i territori delle quattro Comunità Montane (Comunità Montana dell’Alto e Medio Metauro, Comunità Montana del Catria e Nerone, Comunità Montana del Montefeltro, Comunità Montana dell’Alta Valmarecchia), con la sola eccezione dei Comuni di Montecalvo in Foglia e Petriano.

Nella nuova programmazione l’assetto territoriale si è ampiamente modificato e le tappe che lo hanno segnato sono state, in particolare:

-       2006 – il passaggio di sette comuni dell’Alta Valmarecchia (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria e Talamello) dalla Regione Marche alla Regione Emilia Romagna. E’ innegabile che la perdita del territorio della Valmarecchia dal Montefeltro, ma in generale dalla Regione Marche, ha segnato una pagina indelebile della storia locale, ma altrettanto importante è non sottovalutare le motivazioni che hanno condotto a tale esito, poiché animano ancora diversi comuni “di confine” che più di altri, quindi, vanno inseriti in politiche di inclusione ed identità locale, in cui poco ancora si riconoscono.

-       2014 – trasformazione delle Comunità Montane in Unioni dei Comuni con relativo riassetto territoriale. L’Unione Montana Montefeltro (ex Comunità Montana del Montefeltro) passa da 15 Comuni a 9 Comuni perdendo i comuni di Auditore, Montecopiolo, Piandimeleto, Tavoleto, Macerata Feltria, Pietrarubbia e Sassofeltrio; l’Unione Montana Catria Nerone (ex Comunità Montana del Catria e Nerone) passa da 5 a 6 comuni perdendo Piobbico ma aggiungendo Frontone e Serra Sant’Abbondio (che però non fanno parte del GAL Montefeltro Sviluppo); l’Unione Montana Alta Valle del Metauro (ex Comunità Montana dell’Alto e Medio Metauro) mantiene invariata la rappresentanza di 7 comuni.

Il territorio del GAL Montefeltro, quindi, oltre ad essere rappresentato dalle Unioni dei Comuni conta ben 11 comuni (Auditore, Montecopiolo, Piandimeleto, Tavoleto, Macerata Feltria, Pietrarubbia e Sassofeltrio, Petriano, Montecalvo in Foglia e Isola del Piano) fuori da questa rappresentanza.

-       2014 – entrata in vigore della Legge 56/2014 (cd. Legge Del Rio) che ridefinisce forma di governo e competenze delle Province.

Con tale riforma la Provincia di Pesaro Urbino diventa un ente territoriale di area vasta in cui gli organi di governo non sono più eletti direttamente dai cittadini, ma dai consiglieri comunali e dai sindaci in carica nei Comuni del territorio provinciale e dove il perimetro delle competenze si riduce notevolmente (rimangono in carico all’ente provinciale le scuole superiori, strade e trasporti, ambiente, pianificazione territoriale, assistenza agli enti locali, statistica e pari opportunità). E’ indubbio che tale esito abbia indebolito un interlocutore territoriale importante che ha sempre funzionato da “cabina di regia” dei fabbisogni locali, con conseguente accentramento del potere a livello regionale.